REPERTORIO DELLE PROFESSIONI

 

Seleziona dall’elenco sottostante per visualizzare i dettagli:

 

 

§          ADDETTA ALLA DIVULGAZIONE E PROMOZIONE DEI BENI STORICI

§          ADDETTO AI PARCHI NATURALI

§          ADDETTO ALLA LAVORAZIONE DELLA CERAMICA

§          ADDETTO ALLO SMALTIMENTO DIFFERENZIATO DEI RIFIUTI

§          ANIMATORE TURISTICO/SOCIALE

§          ASSISTENTE DOMICILIARE POLIVALENTE

§          ASSISTENTE/ANIMATORE PER L’INFANZIA

§          CONSULENTE E DIVULGATORE AMBIENTALE

§          DOCTOR PC- OPERATORE DI HELP DESK INFORMATICO

§          ESPERTO DI COMUNICAZIONE AZIENDALE

§          ESPERTO DI GESTIONE AMBIENTALE

§          ESPERTO DI MARKETING TURISTICO

§          IL TECNICO DI PRODUZIONE ED INNOVAZIONE TECNOLOGICA  

§          IL TECNICO DI RETI TELEMATICHE

§          IL TECNICO DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE

§          INTERNET PRODUCT DESIGNER

§          OPERATORE DEL LEGNO E RESTAURATORE DI MOBILI ANTICHI

§          OPERATORE DI COMPUTER GRAPHIC

§          PROGETTISTA DI ITINERARI TURISTICO-CULTURALI

§          PROGETTISTA DI PAGINE WEB

§          TECNICO ADDETTO AGLI IMPIANTI DI  DEPURAZIONE DELLE ACQUE

§         TECNICO ADDETTO AL MARKETING, AL FRANCHISING, ALLA CREAZIONE DI UNA RETE DI VENDITA

§          TECNICO ADDETTO AL RECUPERO EDILIZIO DEI CENTRI STORICI

§          TECNICO ADDETTO ALLA CATALOGAZIONE E DIVULGAZIONE DEI BENI STORICI, ARTISTICI ED AMBIENTALI

§          WEB MASTER

 

 

 

 

ASSISTENTE/ANIMATORE PER L’INFANZIA

 

Definizione del tipo di occupazione

 

L’animatore per l’infanzia ha la funzione di sviluppare percorsi ludico educativi in strutture territoriali per bambini e ragazzi (centri di aggregazione e ludoteche) e di intervenire con programmi mirati nelle strutture  scolastiche  rafforzando  il loro interesse  all’apprendimento”.

Il profilo professionale di animatore che questo progetto intende creare è tarato su un modello di operatore culturale che interpreti con nuove metodologie e nuovi strumenti il rapporto ludico-educativo con l’infanzia.

L’utilizzo delle nuove tecnologie della comunicazione fornisce una valenza innovativa all’intero disegno progettuale in quanto queste sono integrate alle tecniche ludico-educative tradizionali allo scopo di arricchire e potenziare le modalità di partecipazione intersoggettiva e gli stimoli creativi dei bambini.

Caratteristica peculiare di questo profilo professionale è il ricorso ad un approccio interdisciplinare che coniuga una solida base teorica ad con un’ampia tipologia di interventi di animazione innovativi. A tali interventi l’intercultura, paradigma educativo di riferimento, e l’informatica come strumento ludico-educativo innovativo, forniscono una valenza motivante S’intende, quindi,  formare una figura professionale che sia in grado di declinare proposte ludiche  in accordo con gli iter educativi adottati dai  contesti di riferimento (scuole, centri d’aggregazione) in cui opera.

L’insieme dei contributi disciplinari acquisiti durante il corso  consentirà di formare una figura professionale altamente duttile, pronta a rispondere con creatività alle differenti condizioni in cui sono previsti gli interventi.

In sintesi, dunque, il profilo professionale di Animatore per l’infanzia è caratterizzato dalla capacità di affrontare situazioni emotivamente importanti riuscendo nel contempo a coinvolgere, motivare e trasmettere contenuti culturali e valoriali significativi attraverso tecniche ludico-educative a gruppi di bambini dai 6 ai 13 anni, operando all’interno di contesti differenti (scuola elementare, scuola media e strutture territoriali). corso intende formare disoccupati e metterli in condizione di agire nel settore dell’assistenza all’infanzia.

Come  assistente per l’infanzia il nostro operatore dovrà: prendersi cura dei bambini in età pre-scolare e scolare, essere in grado di trattenerli, organizzarli, seguirli nei lavori di gruppo, capirne gli stati d’animo e lo stato di salute. In qualità di animatore dovrà sapere: giocare con loro, tradurre in gioco i principi educativi, ideare giochi e lavori di gruppo e condurli, relazionarsi a loro, relazionarsi con gli Enti di riferimento.

Tale profilo si caratterizzerà inoltre per la presenza dell’idea imprenditoriale come sbocco professionale d’elezione.

L’Animatore per l’infanzia, in uscita dal corso di formazione, avrà a disposizione come sbocchi professionali le strutture già operanti, dove potrà entrare come lavoratore autonomo, come dipendente ma in entrambi i casi rimanendo legato a strutture e proposte nei confronti delle quali non sarà diretto protagonista.

Oppure potrà dar vita ad una vera e propria “ Agenzia di animazione”, capace di erogare una serie di servizi che rispondano alla domanda del privato (feste di compleanno, anniversari, ricorrenze, ecc.) e del Pubblico (scuola, ludoteche, strutture territoriali aperte all’infanzia, ecc.).

In questo secondo caso l’iniziativa imprenditoriale sarà la sua chiave di accesso al mercato in una posizione di protagonista e non solo di soggetto passivo: sarà lui stesso, con le proprie idee e la propria iniziativa, a creare le condizioni di una maggiore stabilità professionale offrendo al contempo, in forza del suo rapporto diretto con il mercato, servizi improntati alla qualità.

 

PERCORSO FORMATIVO

n. modulo

Titolo

Durata

Ore teoria

Ore pratica

1

Riferimenti teorici generali e loro applicazione

60

42

18

2

Il gioco come linguaggio

90

42

48

3

L’animatore nelle scuole elementari

90

30

60

4

L’animatore nelle scuole medie

90

30

60

5

L’animatore nelle strutture territoriali

90

30

60

6

L’animazione per l’infanzia come progetto d’impresa

60

42

18

7

Elementi di informatica

60

24

36

8

Inglese di base

60

24

36

 

TOTALE ORE FORMAZIONE

600

278

322

 

 

TECNICO ADDETTO ALLA CATALOGAZIONE E DIVULGAZIONE DEI BENI STORICI, ARTISTICI ED AMBIENTALI

 

Definizione del tipo di occupazione

 

Il tecnico addetto alla catalogazione e divulgazione di beni storici artistici ed ambientale è l’anello di congiunzione tra chi ( o cosa) possiede le informazioni ed i destinatari del messaggio. Un tecnico che ha , in sintesi, la competenza e le capacità per fungere da “problem solver” per i temi di comunicazione in senso ampio.

La figura professionale proposta possiede due competenze specifiche:

·         quelle relative al trattamento e  trasferimento dell’informazione, ovvero che lo rendano un vero e proprio intermediario tra le fonti di informazione e gli utilizzatori di queste fonti;

·         quelle relative alle capacità di ordinare e conservare l’archivio, nonché di provvedere al reperimento (anche su reti telematiche e database) dei documenti che gli possono venire di volta in volta richiesti.

L’addetto alla catalogazione e divulgazione dei beni storici, artistici ed ambientali è in grado di: Conoscere e individuare gli elementi essenziali che costituiscono un archivio, conoscere e saper utilizzare le applicazioni di uso più comune  e giuridico, conoscere le principali correnti artistiche dal medioevo ai giorni nostri, individuare i principali siti archeologici e i beni monumentali del territorio campano e descriverne la storia nelle linee più essenziali, effettuare un’analisi del territorio regionale, organizzare sul computer le informazioni raccolte utilizzando un database relazionale relazionarsi con tipologie diverse di utenza, essere in grado di connettersi e configurare i propri  sistemi per collegarsi ad INTERNET; saper utilizzare un browser per la navigazione su rete.

La figura professionale è un diplomato o un laureato che, alla fine dell’iter corsuale proposto, risulta essere collocabile in due precisi contesti lavorativi.

Il primo, di carattere più propriamente tradizionale, è quello relativo alle biblioteche, agli archivi, ai musei, all’interno del quale svolgerebbe compiti di catalogazione, archiviazione dei beni presenti. Ovviamente questa mansione sarebbe arricchita dalla competenza informatica che consentirebbe di svolgere il lavoro in maniera innovativa oltre che tradizionale.

Si pensi alla catalogazione su supporto magnetico e in genere all’organizzazione informatica dei dati. A ciò non va dimenticato il contributo che tale figura potrebbe fornire proprio in quelle realtà, forse la maggior parte, che non hanno ancora un sistema informatico di catalogazione per le quali le competenze maturate - non solo da mero operatore ma da realizzatore di database - consentirebbero di diventare artefice e promotore dell’innovazione.

Il secondo contesto, di carattere più fortemente innovativo è quello relativo alle amministrazioni regionali, provinciali e comunali all’interno del quale tale figura dovrebbe svolgere il compito di gestore delle informazioni raccolte per promuovere e diffondere la conoscenza dei beni culturali esistenti, dei reperti archeologici, del patrimonio libraio e del patrimonio archivistico, degli eventi culturali e promozionali da organizzare. In questa accezione il ruolo che questi potrebbe giocare è quello di anello di congiunzione fra chi possiede le informazioni ed i destinatari del messaggio. Un professionista, cioè, in grado di fungere da “problem solver” per i temi di comunicazione applicati al settore dei beni culturali.

In pratica si tratta di una figura che è in grado di erogare, per conto delle amministrazioni pubbliche e/ private un particolare servizio al cittadino : dalle modalità per reperire quanto cercato, ai contatti con chi ha ciò che si cerca.

PERCORSO FORMATIVO

n. modulo

Titolo

Durata

Ore teoria

Ore pratica

1

Il ruolo nell’organizzazione

30 ore

30

 

2

Principi di archivistica e biblioteconomia

60 ore

60

 

3

Inglese tecnico

60 ore

60

 

4

Principi di informatica

120 ore

36

84

5

Elementi di storia dell’arte

90 ore

60

30

6

Principi e strumenti per un’analisi del territorio

100 ore

30

70

7

La rete delle reti: Internet

60 ore

18

42

 

 

 

 

 

 

TOTALE ORE FORMAZIONE

600

278

322

 

 

TECNICO ADDETTO AGLI IMPIANTI DI  DEPURAZIONE DELLE ACQUE

 

Definizione del tipo di occupazione

 

Compito dell’addetto agli impianti di depurazione è essenzialmente quello di gestire gli impianti in modo da garantire, sulla scorta dei dati che vengono forniti dal laboratorio di analisi, che il livello di inquinamento delle acque in uscita all’impianto, cioè le acque depurate, rientri nei limiti stabiliti dalle leggi vigenti (le acque in uscita devono contenere 40 milligrammi di BIOD5 per litro, il BIOD5 è la quantità di ossigeno, ritenuta per legge necessaria per la depurazione naturale).

In questo contesto le competenze e funzioni del Addetto di impianti di depurazione delle acque sinteticamente sono:

·       controllo del carico e della quantità (forma organica) di acqua in entrata all’impianto (conoscenze e competenze necessarie a);

·       controllo della quantità di fango organico necessario per il processo di depurazione in impianti che sono definiti biologici perché non fanno altro che accelerare, attraverso l’uso di batteri aerobici, il processo di depurazione naturale (conoscenze e competenze necessarie a);

·       controllo della quantità di ossigeno disciolto nell’acqua (conoscenze e competenze necessarie a)

·       controllo della temperatura dei vari impianti corrispondenti alle varie fasi del processo di depurazione (vasche di ossidazione per la depurazione vera e propria dove fango organico e acqua vengono centrifugati assieme ad ossigeno atmosferico, vasche di decantazione dove il fango viene separato dall’acqua, vasche di digestione in quanto una parte di fango viene riutilizzata per la depurazione, un’altra deve essere eliminata);

·       decisione, assieme all’analista del laboratorio di come condurre, a livello di processo e di strutture fisiche da attivare, l’impianto stesso.

Accanto a queste mansioni,  vi sono poi le mansioni proprie del Manutentore, che consistono nel controllare le macchine intervenendo periodicamente sugli impianti allo scopo di prevenire guasti ed inconvenienti e di evitare anomalie di funzionamento. Il controllo e l’intervento sull’impianto vengono effettuati su iniziativa propria o su segnalazione di altri tecnici con i quali ha frequenti contatti.

All’interno della funzione di manutenzione, il tipo di mansioni richieste ed i corrispondenti livelli di qualificazione e di responsabilità variano in relazione alla complessità delle operazioni da eseguire, all’uso di strumenti di misura più o meno sofisticati, al grado di automazione e di complessità degli impianti o dell’intero ciclo produttivo. la manutenzione comprende in genere tre reparti che hanno ognuno dei compiti ben distinti; manutenzione meccanica, manutenzione strumenti, manutenzione elettrica.

Per quanto riguarda eventuali fattori di mutamento della professionalità, bisogna sottolineare come mentre fino a pochi anni fa gli impianti di depurazione erano quasi tutti pubblici (in genere erano impianti di depurazione di acque fognarie e di insediamenti produttivi che, non avendo in proprio  un impianto, ne potevano usufruire), oggi, con il prolificare di imprese anche di modeste dimensioni ma con alto potere inquinante, il numero di questi impianti di depurazione, anche di piccole dimensioni, tende ad aumentare. Anzi la tendenza verso cui oggi ci si orienta è proprio quella di considerare piccoli impianti prossimi ai siti di maggior inquinamento, ribaltando decisamente la tendenza di qualche anno fa che prevedeva la costruzione di grossi impianti a valle di numerose strutture inquinanti.

Tutto ciò, naturalmente, richiede un numero sempre più elevato di persone pronte a lavorare in  questi impianti, con una preparazione abbastanza vasta da poter eventualmente essere occupati in impianti di depurazione collegati ad industrie dalla produzione più varia, dai detersivi all’industria tessile e conciaria, dal settore alimentare a quello farmaceutico, ecc.

 

PERCORSO FORMATIVO

 

n. modulo

Titolo

Durata

Ore teoria

Ore pratica

1

Orientamento

42 ore

42

 

2

Principi di ecologia

60 ore

40

20

3

Principi di scienze naturali

70 ore

40

30

4

Elementi di informatica

72 ore

26

46

5

Elementi di tutela ambientale del territorio

90 ore

72

18

6

Inquinamento e trattamento delle acque

66 ore

48

18

7

Impianti di depurazione

108 ore

66

42

8

Gestione e manutenzione degli impianti

92 ore

66

26

 

TOTALE ORE FORMAZIONE

600

400

200

 

ADDETTO AI PARCHI NATURALI

 

Definizione del tipo di occupazione

 

La figura dell’addetto ai parchi,  prevede l’espletamento di una serie di mansioni/compiti con  diversi gradi di autonomia, che comportano l’impiego di differenti risorse tecniche, a seconda dei campi in cui si troverà ad operare. Egli può essere:

·         L’addetto alla costruzione e manutenzione di piste ciclabili, equestri, sentieri e cartellonistica, in tal caso  provvederà al recupero ed al ripristino di antichi sentieri e di nuovi percorsi sotto la direzione dei responsabili di settore dell’Ente;

·         l’addetto ai servizi di relazione col pubblico con mansioni di guida per i percorsi naturalistico-culturali del parco, di personale di accoglienza nei centri visita e nelle altre strutture, di divulgatore di educazione ambientale.

·         l’addetto alla pulizia ed alla manutenzione delle strutture, in tal senso  si occuperà della manutenzione ordinaria del centro di accoglienza, delle aree museali, del centro visite ecc..;

·         l’addetto alla conservazione e alla riproduzione del verde, in tale veste si occuperà della manutenzione delle aree verdi ( in ambiente naturale e semi-naturale), affiancando i botanici e gli agronomi della struttura coadiuvandoli nella fase operativa (innesti, potatura, controllo fitopatologico, ecc.)

In quanto dipendente da una struttura pubblica (Ente parco o altro),  tale professionista dovrà osservare orari precisi ed assolvere ai compiti assegnati da un responsabile di settore, quindi dovrà muoversi in un ambito di basso grado di autonomia.

Tuttavia, tale autonomia aumenterà allorquando si decida di intraprendere un’attività indipendente orbitante nell’indotto economico dell’area naturale.

Ai soggetti formati verranno fornite una serie di conoscenze tecniche specifiche su ognuno dei settori di lavoro di cui al punto precedente:

·         informazioni sull’utilizzo pratico di alcuni strumenti (piuttosto elementari) come attrezzi da giardinaggio o diaproiettori per le conferenze multimediali.

·         metodologie di comunicazione col pubblico;

 

PERCORSO FORMATIVO

n. modulo

Titolo

Durata

Ore teoria

Ore pratica

1

Orientamento al lavoro

42 ore

42

 

2

Elementi di botanica e zoologia

90 ore

60

30

3

Elementi di geologia

60 ore

40

20

4

Pianificazione e sistemazione del territorio

90 ore

45

45

5

Elementi di informatica

90 ore

30

60

6

Le arre naturali protette

90 ore

45

45

7

L’ambiente: educazione e comunicazione

46 ore

30

16

8

I percorsi verdi

60 ore

24

36

9

Consulenza/assistenza

32 ore

 

32

 

TOTALE ORE FORMAZIONE

600

316

284

 

 

 

PROGETTISTA DI ITINERARI TURISTICO-CULTURALI

Definizione del tipo di occupazione

 

Il  “Progettista di itinerari turistico – culturali” è un profondo cultore del territorio e delle problematiche ad esso relative; conosce tutte le realtà ricettive operanti (alberghi, villaggi, camping, ristoranti, botteghe di artigianato, negozi); è in grado di individuare percorsi differenziati per evidenziare la varietà del territorio e soddisfare gli interessi di tutti. Attraverso itinerari turistico –culturali alternativi,  vuole offrire l’opportunità di scoprire quei segni, quelle testimonianze che permettano di cogliere le peculiarità storiche, ambientali, architettoniche e antropologiche di luoghi spesso tanto vicini quanto sconosciuti. Penetrare, quindi, la stimolante ricchezza  di questo grande patrimonio alla ricerca di sensazioni, sapori, gusto, usanze, riti: itinerari che vogliono riscoprire l’armonia possibile fra uomo-natura-storia e che possano tradursi in una nuova idea di turismo. Compito del progettista è quello di diversificare al massimo gli itinerari, i cui percorsi  dovrebbero comprendere anche l’indicazione di tutto ciò che di caratteristico e folkloristico (botteghe di artigianato, punti di ristoro, ecc.) il luogo scelto possa offrire, oltre all’indicazione dei mezzi di trasporto necessari per collegare i vari siti.

Intrecciare dunque arte, mito, archeologia, natura, storia, cultura, gastronomia e artigianato in percorsi integrati in grado di rendere al turista “l’altra dimensione del viaggio”, fatta di nuove, affascinanti scoperte ed iniziative tendenti a sperimentare un diverso modo di valorizzare il territorio in questione, per favorire una diversa e più qualificata fruizione turistica.

Il progettista di itinerari turistico-culturali risponde alle esigenze del    turista non solo fornendo itinerari già predisposti in base alla domanda del target diversificato, ma  adattando le proposte in base alle richieste e alle curiosità del turista nella stesura di itinerari personalizzati.

Il Progettista di Itinerari Turistici culturali possiede tutti gli strumenti per elaborare ed interpretare i dati del mercato; utilizzarli per soddisfare le esigenze della domanda. conosce i principali itinerari turistici esistenti per realizzarne di nuovi. Dovrà  relazionarsi con le organizzazioni che lavorano nel settore, conoscere il territorio su cui opera e che diventerà "il prodotto" che andrà a veicolare

Tale figura professionale è idonea ad operare indipendentemente da una struttura organizzativa perché ha in sé tutte le competenze per poter fornire un servizio qualificato a quanti operano nel settore.

 

PERCORSO FORMATIVO

n. modulo

Titolo

Durata

Ore teoria

Ore pratica

1

Orientamento

20 ore

20

 

2

Inglese

100 ore

60

40

3

Principi di informatica

100 ore

36

64

4

Elementi di storia dell’arte e di Storia dell’architettura

90 ore

70

20

5

Principi e strumenti per un’analisi del territorio

70 ore

30

40

6

Progettazione di itinerari turistici e culturali

50 ore

25

25

7

Tecniche di marketing

50 ore

20

30

8

Progettazione e realizzazione di cataloghi

50 ore

20

30

9

Tradizione e folklore locale

10 ore

10

 

10l

La rete delle reti :internet

30 ore

30

 

11

Creazione d’impresa

30 ore

 

30

 

TOTALE ORE FORMAZIONE

600

321

249

 

 

 

ASSISTENTE DOMICILIARE POLIVALENTE

Definizione del tipo di occupazione

 

L’assistente domiciliare polivalente è un professionista che, usa gli  strumenti professionali in modo razionale in sintonia con le norme vigenti. In particolare egli è in grado di svolgere con competenza ed in modo autonomo, la cura psico-fisica della persona e dell’ambiente in cui, valorizzando le eventuali potenzialità del soggetto. Egli deve:

ü        Analizzare la condizione del soggetto in stato di bisogno

ü        Assisterlo

ü        Effettuare compiti di pronto intervento

ü        Coadiuvare nella gestione della casa

ü        Favorire l’autosufficienza del soggetto (ove possibile)

ü        Favorire l’integrazione sociale del soggetto

ü        Responsabilizzare e coinvolgere (ove necessario) i servizi territoriali

ü        Supportare e sensibilizzare la famiglia

ü        Programmare la sua attività in linea con il programma riabilitativo prestabilito (ove ciò esista).

Sono dunque interventi di pertinenza della figura proposta in :

ü        L'informazione

ü        La consulenza

ü        La programmazione dei servizi aggiuntivi

ü        La realizzazione del processo di aiuto alla persona, volto al superamento di situazione a rischio di emarginazione

 Il suo grado di autonomia personale e professionale deve essere sempre alto, sia che lavori in proprio che alle dipendenze di un Ente

 

PERCORSO FORMATIVO

n. modulo

Titolo

Durata

Ore teoria

Ore pratica

1

Orientamento

  72 ore

42

30

2

Psicologia

  96 ore

 

80

16

3

Sociologia

90 ore

80

10

4

Igiene

78 ore

40

38

5

Assistenza alla persona

96 ore

60

36

 

Verifiche intermedie

 

 

 

6

L’handicap e legislazione in materia

 

84 ore

60

24

7

L’anziano e legislazione relativa agli interventi sugli anziani

84 ore

60

24

 

 

 

 

 

 

TOTALE ORE FORMAZIONE

600

422

178

 

 

 

TECNICO ADDETTO AL RECUPERO EDILIZIO DEI CENTRI STORICI

 

Definizione del tipo di occupazione

 

Il tecnico addetto al recupero edilizio dei centri storici è un figura interdisciplinare, con  competenze relative alle operazioni di restauro e  recupero del patrimonio monumentale, che dovrà essere in grado di relazionasi in maniera proficua ed intelligente con altri attori presenti sul territorio, ed in ogni caso  possedere forti doti di autonomia per effettuare le scelte più giuste, da un punto di vista tecnico e di impatto socio ambientale.

Il recupero degli edifici antichi richiede la conoscenza dei molteplici aspetti dell’organismo edilizio e del suo contesto urbano, al fine di migliorarne la “funzionalità”, la “statica”, la “leggibilità”. Per questo tale figura professionale dovrà avere una profonda conoscenza dei materiali da costruzione impiegati nei “muri”; delle caratteristiche fisico-chimiche ed il loro degrado; del manufatto, della sua origine, del suo sviluppo storico, delle trasformazioni funzionali e strutturali subite nel tempo e del linguaggio tecnologico adottato sia nella sua costruzione, che nelle successive trasformazioni, ivi compresa la conoscenza dei materiali di base e delle attrezzature di cantiere adoperate.

I nostri professionisti devono dunque:

n     conoscere e riconoscere il manufatto

n     individuare le trasformazioni funzionali e strutturali subite dallo stesso

n    riconoscere i materiali di base utilizzati per la sua costruzione

n    conoscere le condizioni di vita del centro che ospita il manufatto da trattare

n    effettuare il rilievo e la rappresentazione degli edifici antichi

n    conoscere ed applicare metodi di indagine non distruttiva

n    conoscere ed effettuare il recupero delle strutture murarie

n    muoversi all’interno della normativa vigente

n    individuare le cause e le forme di degrado che hanno interessato i materiali (azioni fisiche, azioni chimiche, azioni biologiche, azioni termiche del gelo, dell’acqua, del vento, ecc.)

n    effettuare opere di consolidamento dei terreni di fondazione, delle fondazioni vere e proprie, delle strutture verticali, di quelle orizzontali

n    effettuare l’analisi delle coperture, sia esse piane che curve

n    individuare e seguire le opere di completamento degli edifici

n    maneggiare le tecniche più sofisticate di disegno

 

PERCORSO FORMATIVO

n. modulo

Titolo

Durata

Ore teoria

Ore pratica

1

Quadro normativo della conservazione integrata

56

56

 

2

Materiali e tecniche costruttive tipiche dell’area vesuviana

90

48

42

3

Storia e teoria del restauro

48

48

 

4

Diagnosi dei dissesti e consolidamento degli edifici

114

54

60

5

Cultura, materia e tecnica per il restauro del giardino storico

90

42

48

6

Teoria e tecnica del restauro urbanistico

48

48

 

7

Metodologie di intervento

114

42

72

8

Diritto comunitario

40

40

 

 

TOTALE ORE FORMAZIONE

600

278

322

 

 

OPERATORE DI COMPUTER GRAPHIC

Definizione del tipo di occupazione

L operatore di computer graphic  è una figura professionale che presenta le seguenti caratteristiche:

Interfaccia utente: in particolare sono fondamentali competenze relative alla comunicazione, quindi alle problematiche su come presentare il contenuto di una applicazione all’utente finale, come guidarlo nell’esplorazione dell’applicazione stessa in modo tale che l’interazione risulti la più immediata possibile.

Grafica: sarà fondamentale avere delle competenze grafiche specifiche, sia di tipo tecnico per la realizzazione di grafica o animazioni bi e tri  dimensionali, sia di tipo artistico per la realizzazione dei disegni, eventuali ritocchi sul materiale fornito dagli autori, definizione di ‘personaggi’ animati o semplicemente disegnati che, in determinate applicazioni rappresentano una mascotte di riferimento che accompagna l’utente durante la navigazione.

Audio: un altro elemento importante per la realizzazione dell’applicazione è rappresentato dalla parte audio. Da questo punto di vista non si ritiene importante formare speaker professionisti, ma fornire tutte le conoscenze tecniche ed artistiche per poter definire, ad esempio, l’accompagnamento musicale adatto ad un determinato momento dell’applicazione, per acquisire i dati forniti, mixarli, integrarli nell’applicazione e sincronizzarli adeguatamente.

Video digitale: Per quanto riguarda il video digitale, la continua evoluzione del settore determina la necessità di conoscere una tecnologia molto sofisticata: per tal motivo si mirerà soprattutto a fornire le basi necessarie per comprendere, seppur in maniere ‘utente’, questi nuovi strumenti e saperli utilizzare al meglio delle loro potenzialità.

Software / tecnologie: Anche dal punto di vista software e tecnologico, il mondo in continua e veloce evoluzione impone la formazione sui pacchetti di più recente immissione sul mercato, in quanto solo questi consentono di superare alcuni limiti che vincolano ancora un po' la realizzazione di opere multimediali, come, ad esempio, la ridotta velocità di caricamento dei dati dal CD ROM.

Un  progetto sulla realizzazione e diffusione di prodotti multimediali si pone oggi in un ambito che presenta notevoli aspetti di innovazione e  richiede quindi l’acquisizione e l’utilizzo di professionalità specifiche, oltre che la definizione e la creazione di professionalità di difficile reperimento sul mercato del lavoro.

Tali professionalità possono essere suddivise nelle seguenti aree di lavoro:

a)    Gruppo di progetto

b)    Gruppo redazionale

c)     Gruppo di produzione audio-video

d)    Gruppo di produzione grafica

e)     Gruppo di sviluppo software

f)      Gruppo di gestione telematica

All’interno di ciascuna area di produzione si individuano specifiche professionalità, quali:

Gruppo di progetto multimediale:

a.1)Responsabile di progetto multimediale, con funzioni di supervisore e coordinamento del progetto e di interfaccia con il committente per gli aspetti progettuali;

a.2)Responsabile didattico multimediale, con funzioni di elaborazione di strategie didattiche comunicative;

a.3)Esperto dei contenuti, con funzioni di consulente per la materia trattata nel multimediale e di interfaccia con il committente;

a.4)Designer multimediale, con funzioni di definizione dell’architettura visiva e funzionale del progetto multimediale;

a.5)Responsabile delle tecnologie multimediali, con funzioni di supervisore delle scelte tecnologiche in funzione del progetto;

a.6)Responsabile software multimediale, con funzione di messa a punto della piattaforma software e di interfaccia del gruppo di progetto;

a.7)Art director, con funzioni di definizione dell’interfaccia, delle metafore di comunicazione e degli stili comunicativi.

Gruppo redazionale

b.1.Redattore, con funzioni di elaborazione e produzione di materiali di progetto;

b.2.Documentarista, con funzioni di reperimento del materiale e delle fonti documentali;

b.3.Technical Writer, con funzione di redazione di testi nelle diverse forme comunicative progettate per il multimediale;

b.4.Esperto dei contenuti, con funzioni di prima stesura dei contenuti specifici del multimediale e loro validazione tecnico-scientifica

Gruppo di produzione audio-video

c.1. Direttore di produzione multimediale, con funzioni di organizzazione dell’insieme di elementi materiali e logistici necessari per la realizzazione delle riprese audio-video;

c.2. Regista multimediale, con funzioni di individuazione dello specifico filmico, di collaborazione delle attività di sceneggiatura e di   direzione della realizzazione dei singoli filmati;

c.3. Operatore/cameramen multimediale, con funzioni di realizzazione delle riprese video e di posizionamento delle luci;

c.4. Montatore multimediale, con funzioni di realizzazione del montaggio;

c.5. Fonico, con funzioni di realizzazione e mixaggio della colonna sonora.

Gruppo di produzione grafica

d.1.Grafico creativo multimediale, con funzioni di progettazione del layout visivo e di interfaccia produttivo con l’Art Director;

d.2.Gruppo multimediale, con funzioni di visualizzazione grafica delle sezioni visive e di interfaccia, sia in ambiente tradizionale che in ambiente informatico.

Gruppo di sviluppo software

e.1. Responsabile software multimediale, con funzioni di gestione del processo di assemblaggio e sviluppo software del multimediale;

e.2. Esperto di sistema multimediale, con funzioni di individuazione e realizzazione della struttura software di visualizzazione e di gestione del multimediale;

e.3. Programmatore multimediale, con funzioni di scrittura del software e di produzione e di assemblaggio del programma.

Gruppo di gestione telematica

f.1.  Responsabile data communication e reti multimediali, con funzioni di progettazione e gestione del processo di distribuzione del software multimediale per via telematica;

f.2.  Gestore delle comunicazioni multimediali, con funzioni di impostazione e gestione delle trasmissioni telematiche ad una o più vie.

I profili professionali indicati risultano solo in parte preesistenti e nella maggior parte completamente nuovi.

Per la loro creazione si prevede di dover progettare e sviluppare specifiche attività di training specialistico

 

PERCORSO FORMATIVO

n. modulo

Titolo

Durata

Ore teoria

Ore pratica

1

Orientamento ed inserimento professionale

40

40

 

2

Inglese tecnico

60

30

30

3

Introduzione all’informatica ed ambiente Windows

80

40

40

4

Elaborazione grafica e documentale delle informazioni

120

60

60

5

Editoria elettronica

90

45

45

6

Internet, presentazione ed utilizzo

100

60

40

7

Servizi multimediali on line: la multimedialità in internet

110

35

75

 

 

 

 

 

 

TOTALE ORE FORMAZIONE

600

 

310

 

290

 

ANIMATORE TURISTICO/SOCIALE

Definizione del tipo di occupazione

 

L’animatore turistico sociale è un operatore esterno ad Agenzie, Villaggi, grandi complessi ricettivi, in grado di organizzare e gestire:

*                    gli adempimenti burocratici necessari ad un gruppo turistico;

*                    la conduzione di viaggi collettivi e la relativa assistenza, occupandosi anche degli spostamenti fisici dei turisti;

*                    i programmi del tempo libero e le attività di gruppo sia durante il viaggio che durante la permanenza nelle diverse strutture ricettive;

*                    tutte quelle iniziative che possono contribuire alla buona riuscita della vacanza.

 

Durante la permanenza di un gruppo si preoccupa di trasmettere elementi della cultura locale, organizzando itinerari gastronomici, storico-culturali o di interesse naturalistico.

Tale professionalità è in grado di presidiare, altresì la gestione del tempo libero nell’ambito congressuale tenendo conto della particolarità di questa utenza che, in linea generale, ha esigenze diverse da quelle del turista in vacanza. In questo caso si richiede infatti all’operatore di vivacizzare gli spazi vuoti che si possono verificare tra diversi eventi congressuali e/o di affari.

Nelle località balneari l’intervento di questa figura è necessario soprattutto per integrare quei momenti della giornata non occupati dalla vita di spiaggia, con escursioni, feste, incontri divertenti, ma pure per rendere più dinamica, attiva e aggregativa, con giochi e gare, la permanenza sulla spiaggia.

Questo profilo è caratterizzato da un’ampia rete di relazioni significative tese ad organizzare, intrattenere, stimolare, risolvere problemi, aggregare:

*                    con l’Ente che organizza la vacanza;

*                    con il gruppo turistico;

*                    con il personale delle strutture ricettive;

*                    con i servizi turistici / ricreativi del territorio;

*                    con altri colleghi dello staff di animazione.

 

Le caratteristiche distintive di tale profilo, in particolare la dimensione “creativo-relazionale” rappresentano un elemento di grande interesse e motivazione, soprattutto nelle fasce più giovani del mercato del lavoro. Inoltre sempre più numerosi sono i giovani alla ricerca di una professione che permetta loro contemporaneamente, di viaggiare, organizzare, ideare, intrattenere.

Per molte persone l’animazione non è che un pacchetto più o meno assortito di tecniche da applicare durante gli incontri. Questo modo di pensare all’animazione come all’applicazione di “giochi psicosociali” durante gli incontri di gruppo, anche se molto diffusa fra animatori ed utenti, potrebbe costituire una “negazione” sia del concetto educativo liberatorio che identifica l’animazione, sia della libertà e della creatività del gioco.

Il metodo dell’animazione si suddivide in alcune tappe principali, così classificabili:

*                     un metodo originale per accogliere una pluralità di soggetti;

*                     un metodo per impostare la relazione basandosi sul valore della comunicazione autentica;

*                     un modo di costruzione dell’esperienza del gruppo come luogo formativo-educativo;

*                     un modo nuovo di lavorare con le tecniche.

Oggi gli animatori sono visti come coloro che sono responsabili dei gruppi di tempo libero, ma anche come coloro che fondano la loro attività più che su particolari tecniche, sul rispetto di certe regole comportamentali: l’animatore è una figura pronta, capace di stimolare, incitare, infondere energia.

 

L’animatore turistico sociale deve conoscere le norme che regolamentano i viaggi, in particolare quelli organizzati, sia in Italia che all’Estero. Deve possedere una buona conoscenza del sistema di collegamento dei mezzi di trasporto nazionali ed internazionali, nonché il territorio in cui si trova ad operare (sotto tutti i punti di vista).

Deve inoltre conoscere almeno una lingua straniera, il mercato turistico in generale, le organizzazioni turistiche, le tecniche di animazione dei gruppi e le discipline ad esse afferenti.

 

PERCORSO FORMATIVO

 

n. modulo

Titolo

Durata

Ore teoria

Ore pratica

1

Tecnica ed organizzazione turistica

140

90

50

2

Cultura del comportamento organizzativo

120

80

40

3

L’animatore turistico

120

50

70

4

L’accompagnatore turistico

120

50

70

5

Lingua inglese.

100

40

60

6

 

 

 

 

 

TOTALE ORE FORMAZIONE

600

310

290

 

 

 

ESPERTO DI GESTIONE AMBIENTALE

 

Definizione del tipo di occupazione

 

L'"esperto di gestione ambientale"’ è definibile quale buon conoscitore dell’ambiente e delle relative condizioni sia presenti che passate, e che, in base a queste sue conoscenze, riesce a dare indirizzi per la programmazione territoriale. Egli è una persona con una preparazione multidisciplinare e con una conoscenza integrata della res naturae che lo rende il più idoneo a realizzare, o quanto meno a coordinare, studi interpretativi dell’ambiente naturale.

Le funzioni proprie di questa professione possono essere così riassunte:

1.     Definizione e classificazione degli ecosistemi sia naturali che antropizzati, anche ai fini gestionali e di valorizzazione del patrimonio ambientale, attraverso studi, analisi computerizzate, elaborati cartografici e modelli grafico-statistici, riguardanti caratteristiche e qualità salienti dei substrati e la valenza ecologica del popolamento animale e vegetale;

2.     Studio e redazione di piani naturalistici d’assetto territoriale, con relativa definizione di zone di interesse ambientale;

3.     progettazioni di parchi, riserve ed oasi naturali con scopi scientifici, ecologici ed eventualmente didattico-turistico-ricreativo, predisponendo interventi diversi di tutela, fruizione e valorizzazione di beni ambientali, tra cui piani di ripopolamento e reintroduzione floro-faunistica, oltre a servizi di consulenza didattica ed aziendale;

4.     interventi all’interno della gestione aziendale di aziende agricole, zootecniche e silvicolturali, consigliando tecniche  e materiali che garantiscano produttività, genuinità e tutela ambientale, e a questo scopo deve poter operare su due fronti, quello della ricerca e quello dell’applicazione estensiva;

Il corso si propone, in particolare, di formare tecnici specializzati nella gestione del verde urbano e paesagistico. Le attività teoriche e pratiche saranno incentrate ad approfondire le conoscenze in: progettazione, realizzazione e manutenzione delle aree verdi quali: giardini, parchi ad uso pubblico e privato, aree di riqualificazione ambientale e di interesse naturalistico; storia dei giardini, del paesaggio e restauro dei giardini storici; tipologia delle aree verdi; legislazione in materia di aree verdi; economia e gestione aziendale; analisi dei costi;  essenze erboree, arbustive e tappeti erbosi; floricoltura e florovivaismo; patologie delle specie vegetali e norme fitosanitarie; informatica applicata al verde.

L'esperto di gestione ambientale dovrà relazionarsi con il personale (dal quadro dirigente agli operai) delle aziende alle quali offrirà la sua prestazione e sarà in grado di sarà in grado di seguire tutte le fasi del processo di riqualificazione ambientale.

 

PERCORSO FORMATIVO

 

n. modulo

Titolo

Durata

Ore teoria

Ore pratica

1.         

ORIENTAMENTO

30

30

 

2.         

                 INGLESE

60

30

30

3.         

TEMATICHE AMBIENTALI

180

120

60

4.         

SISTEMI TECNOLOGICI PER L'INFORMAZIONE

60

20

40

5.         

LA PROGETTAZIONE DI AREE VERDI ATTREZZATE

150

80

70

6.         

LEGISLAZIONE DEL SETTORE: LO SCENARIO EUROPEO

26

26

 

7.         

ANALISI DEL TERRITORIO E CREAZIONE DI IMPRESA

94

40

54

 

 

 

 

 

 

TOTALE ORE FORMAZIONE

600

 

346

 

254

 

 

 

ADDETTA ALLA DIVULGAZIONE E PROMOZIONE DEI BENI STORICI

Definizione del tipo di occupazione

L'addetta alla divulgazione e promozione dei Beni storici è una professionista in grado di conoscere, apprezzare, valorizzare e divulgare l'inestimabile patrimonio storico - culturale presente. Dovrà, inoltre, essere accuratamente informata sul lavoro nei musei, nei castelli, nei parchi archeologici; dovrà essere capace di dominare in ogni momento gli eventi di interesse culturale ed il territorio.

La figura dell’ Addetto alla divulgazione e promozione dei beni storici” si propone di offrire una serie di servizi culturali finalizzati ad orientare ed indirizzare i visitatori verso luoghi di interesse artistico e culturale.

Il divulgatore, oltre ad essere in grado di creare itinerari a stampa, deve essere egli stesso fonte di informazioni aggiornate sugli avvenimenti di interesse culturale della zona, sulle più recenti pubblicazioni riguardanti i siti proposti, sulle mostre, le conferenze, i convegni sugli eventi, cioè, dai più noti e pubblicizzati a quelli meno diffusi. D’altra parte, in quanto abile conoscitore delle aree geografiche in cui lavora, potrà egli stesso farsi ideatore, scopritore e promotore di iniziative, in accordo con gli Enti, le Istituzioni e le associazioni locali.

Il divulgatore dovrà essere in grado di sviluppare itinerari attraverso il maggior numero di mezzi possibile: stampa, multimediale, ecc.

Il compito del divulgatore vuole essere quello di “guida” per il turista in un senso molto ampio, un “tutor” per meglio dire, che si farà carico del cliente/fruitore del servizio, accompagnandolo in un viaggio alla scoperta delle meraviglie più nascoste. Il Nostro professionista, oltre a dover essere, dunque, un conoscitore perfetto del territorio in cui opera, dovrà avere forte capacità comunicative ed organizzative, per rendere possibile la migliore fruizione ed un profondo godimento di quanto proporrà.

Il pubblico a cui si rivolgerà sarà vario ed eterogeneo: dall’esperto conoscitore d’are al profano alla prima esperienza, per questo lo zoccolo di base del suo know-how professionale sarà centrato sia su competenze di settore (storia dell’arte), che su abilità comunicative di rilievo (MKT operativo, comunicazione, ecc.). 

Il Nostro divulgatore dovrà  capire le esigenze del cliente ed essere in grado di fornire un’offerta adeguata, in coerenza con la vocazione del territorio di riferimento.

 

L’addetta alla divulgazione e promozione dei Beni storici sarà dunque in grado di:

 

§         promuovere motivazioni turistiche innovative, allo scopo di diversificare le motivazioni dei visitatori;

§         contribuire a creare una fitta rete di servizi che riqualifichi le prestazioni erogate dall'imprenditoria turistica;

§          riuscire attraverso un turismo di qualità a migliorare le realtà economica nel rispetto sia della straordinaria ricchezza che della fragilità che caratterizza l'area Torrese - Stabiese;

§         migliorare la qualità globale delle prestazioni offerte;

§         organizzare manifestazioni di carattere culturale e ambientale compatibili con le peculiarità del territorio;

§         salvaguardare e valorizzare le risorse storico - artistiche promuovendo al tempo stesso il benessere economico e sociale.

 

PERCORSO FORMATIVO

 

MODULO

N.

 

TITOLO DEL MODULO

 

DURATA

 

di cui ore di teoria

 

di cui ore di pratica

1

Orientamento

20 ORE

20

 

2

 

Elementi di storia dell’arte e dell’architettura

 

120 ORE

60

60

3

Tecniche di marketing operativo

75 ORE

42

33

4

Inglese

100 ORE

40

60

5

Principi di informatica

100 ORE

40

60

6

La comunicazione

70 ORE

40

30

7

L’analisi della pubblicità

15 ORE

15

 

8

La campagna pubblicitaria

15 ORE

15

 

9

Legislazione del settore: lo scenario europeo

15 ORE

15

 

10

La rete delle reti:

Internet

25 ORE

10

15

11

Analisi del territorio e creazione di impresa

35 ORE

20

15

 

Verifiche finali

10 ORE

10

 

 

 

 

 

 

 

TOTALE ORE DI FORMAZIONE

600

327

273

 

 

OPERATORE DEL LEGNO E RESTAURATORE DI MOBILI ANTICHI

Definizione del tipo di occupazione

 

La necessaria salvaguardia dei beni culturali ed ambientali, avvertita non solo dalle strutture pubbliche, ma anche dai gruppi di opinione presenti nel nostro paese, ha portato, negli ultimi anni, a numerosi interventi ed investimenti nell’ambito del restauro delle opere d’arte. Ciò ha contribuito, da un lato, a rinvigorire il dibattito sulle finalità e le metodologie del restauro, dall’altro ad interrogarsi sulla professionalità del restauratore investito dal difficile compito di restituire immagine originaria a tutto quello che il tempo, l’inquinamento, gli agenti atmosferici hanno deturpato e svilito. Inoltre, i finanziamenti pubblici per la conservazione ed il recupero artistico stanno producendo una riorganizzazione degli assetti occupazionali volta al potenziamento delle strutture pubbliche e private esistenti, ed alla creazione di nuove imprese cui affidare gli interventi di restauro e tutela del bene culturale.

Il restauratore può trovare occupazione presso i Laboratori di restauro della Soprintendenze (Soprintendenze per i Beni Artistici e Storici, Soprintendenze per i Beni Archeologici), dei Musei Civici e delle Gallerie Civiche d’Arte. Trova inoltre collocazione presso le botteghe artigiane di restauro, che operano assumendo in appalto e sub- appalto da Enti Pubblici, ma anche da privati.

Esiste però anche il restauratore libero- professionista il quale costantemente in rapporto con l’amministrazione dei Beni Culturali, per l’assegnazione di lavori di restauro.

I compiti che il restauratore è chiamato ad espletare sono molteplici e di varia natura. Sebbene le tecniche di restauro si diversifichino in rapporto alla specifica opera d’arte da restaurare, è tuttavia possibile indicare sinteticamente un “percorso tipo” comune di intervento, un percorso tarato sulla specificità dell’utenza, sulle sue caratteristiche, che privilegia momenti dell’apprendimento “ learning by doing , tralasciando alcune fasi di lavoro importanti, ma più squisitamente legate a competenze teoriche di base, legate all’analisi del prodotto.

Il nostro restauratore lavorerà in équipe, insieme ad altri che avranno realizzato per lui tutte le verifiche preliminari sull’oggetto da trattare, fino alla decisione finale che consentirà la definizione del trattamento da effettuare.

Infine si dà avvio al restauro vero e proprio , ossia all’intervento diretto sull’opera d’arte per riportarla alle antiche condizioni.

Egli dovrà essere in grado di : smontare; pulire i giunti smontati; restaurare le parti di un pezzo; incollare; pareggiare e carteggiare; effettuare la coloritura e la finitura. Ogni singola fase di lavoro prevede, al suo interno, una sequenza di operazioni e difficoltà più o meno elevate, che vanno affrontate adeguatamente, volta per volta.

I compiti a cui si è sinteticamente accennate vengono espletati fondamentalmente nei laboratori di restauro, forniti di mezzi chimici (provette, acidi, gas, solventi, fissativi, ecc.), mezzi e strumenti tecnici (spazzole vegetali, spazzole metalliche, attrezzature per getti d’aria/di sabbia naturale/d’acqua/di vapore, raschietti, pennelli, mazzuolo, cacciaviti, leve, ecc. ecc.). Il nostro restauratore dovrà essere in grado di utilizzare gli strumenti ed i mezzi necessari alla pratica lavorativa.

Non deve inoltre essere trascurato il fatto che il restauratore spesso maneggia sostanze ad alta pericolosità e tossicità e può operare in luoghi polverosi ed umidi.

 

PERCORSO FORMATIVO

n. modulo

Titolo

Durata

Ore teoria

Ore pratica

1

Storia del mobile dal Rinascimento al  600

12

12

 

2

Storia del mobile del 700

12

12

 

3

Storia del mobile del 800

12

12

 

4

Storia del mobile del 900

12

12

 

5

Mobili in stile e imitazioni

24

9

15

6

I materiali

39

9

30

7

Le tecniche per il restauro

39

9

30

8

Le lavorazioni

51

9

42

9

Applicazioni pratiche

300

 

300

10

Informatica

99

27

72

 

 

TOTALE ORE FORMAZIONE

600

111

489

 

ADDETTO ALLA LAVORAZIONE DELLA CERAMICA

Definizione del tipo di occupazione

 

La figura professionale proposta avrà competenze di base sulle seguenti materie: nozioni di tecnologia delle lavorazioni ceramiche ed in particolare sulle materie di utilizzo ceramico; legislazione sull’igiene e sulla sicurezza sui luoghi di lavoro; conoscenze matematiche ed informatiche di base; conoscenza dei principali termini tecnici in lingua inglese. Si inserisce nelle piccole e medie imprese quale operatore specializzato o, in alternativa, avvia un’attività di carattere artigianale.

Si intravedono sbocchi occupazionali anche al di fuori del contesto territoriale vero e proprio. Inoltre questa è una figura professionale che è orientata sia ad una attività di lavoro dipendente che autonoma. Aziende di piccole e medie dimensioni, Artigianato tradizionale inserito anche nel circuito turistico, Produzione di manufatti di piccole – medie dimensioni; oggettistica di utilizzo pratico e ornamentale

Tale figura professionale ha la capacità di operare in maniera autonoma per operazioni semplici, ed eventualmente coadiuvanti in un discorso di équipe; possesso di semplici abilità operative e metodologiche; capacità di individuare elementari problematiche specifiche; conoscenze di base e trasversali  richieste dall’attuale mercato del lavoro che si estende in un contesto europeo.

L’addetto alla lavorazione della ceramiva può diventare gestore di botteghe artigiane, operare in maniera autonoma per la produzione di manufatti ceramici di piccole – medie dimensioni; oggettistica di utilizzo pratico e ornamentale e può essere inserito anche nel circuito turistico della regione.

In alternativa è in grado di operare in équipe nelle aziende di piccole e medie dimensioni inserito in specifiche aree della produzione ed, in particolare nel reparto di foggiatura e di decorazione.  Possiede, altresì la capacità di utilizzare le principali attrezzature di uso ceramico ed è in grado di operare l’infornamento dei manufatti e di curarne la cottura e la verniciatura.

 

PERCORSO FORMATIVO

n. modulo

Titolo

Durata

Ore teoria

Ore pratica

1

Origini e storia della Ceramica

36

36

 

2

Tecnologia

120

6

114

3

Elementi decorativi

123

9

114

4

Ceramica e design

123

9

114

5

Formazione d’impresa

99

66

33

6

Informatica

99

27

72

 

 

 

 

 

 

 

TOTALE ORE FORMAZIONE

600

153

447

 

 

CONSULENTE E DIVULGATORE AMBIENTALE

Definizione del tipo di occupazione

 

La tradizionale figura del naturalista, dell’individuo che volontariamente, per pura passione si occupava della natura, è oggi superata dal nostro ‘consulente e divulgatore ambientale’ che presenta connotati più professionali che vocazionali o di pura curiosità nel settore naturalistico.

La presenza delconsulente e divulgatore ambientale’ è molto richiesta presso gli enti pubblici quali uffici regionali, provinciali e ministeri; egli comunque può operare nei seguenti settori di intervento:

·       musei scientifici, orti botanici, giardini;

·       divulgazione scientifica e ambientale, didattica di supporto alle scuole, educazione permanente;

·       beni culturali;

·       parchi e riserve naturali, zone protette;

·       pianificazione urbanistica territoriale;

·       gestione, tutela e recupero ambientale;

·       analisi di impatto ambientale.

I settori che si riferiscono ai beni culturali, alla gestione , alla tutela e al recupero dell’ambiente, le analisi di impatto ambientale, offrono opportunità di lavoro autonomo e cooperativo, soprattutto a livello di progettazione e consulenza. In questi ultimi anni, numerose cooperative di giovani si sono formate con l’intento di rispondere alle pressanti esigenze che il settore ambiente esprime.

Il lavoro delconsulente e divulgatore ambientale’ è diviso per fasi, che corrispondono ad ambienti operativi molto diversi: in primo luogo sono previsti sempre dei sopralluoghi all’aperto, e ciò quindi prevede la possibilità di viaggiare ed il doversi adattare a climi ed ambienti diversi; la seconda fase è invece meno dinamica e prevede l’analisi degli elementi e dei dati raccolti, la loro elaborazione per la stesura dei piani, e quindi si tratta prevalentemente di una fase di studio da attuarsi prevalentemente a tavolino; vi è poi la fase di divulgazione dei risultati ottenuti, che può svilupparsi sia attraverso pubblicazioni o preparazione di pacchetti divulgativi che utilizzano tecniche multimediali, sia attraverso seminari, convegni ed organizzazioni di iniziative di educazione ambientale presso scuole o presso centri di didattica ambientale ubicati nelle aree protette.

Ilconsulente e divulgatore ambientale’ è un professionista che nello svolgimento del suo lavoro offre e richiede notevole autonomia: ciò naturalmente può comportare di dover mutare programma o dover intervenire in modo diretto senza la supervisione di altri, e ciò quindi presuppone una notevole competenza negli svariati campi di applicazione dei suoi servizi. Ad ogni modo le relazioni funzionali più frequenti con altri professionisti sono quelle relative all’intervento dei pianificatori territoriali e con i progettisti di grandi opere pubbliche.

 

Ilconsulente e divulgatore ambientale’ è definibile quale buon conoscitore dell’ambiente e delle relative condizioni sia presenti che passate, e che, in base a queste sue conoscenze, riesce a dare indirizzi per la programmazione territoriale. Egli è una persona con una preparazione multidisciplinare e con una conoscenza integrata della resnaturae che lo rende il più idoneo a realizzare, o quanto meno a coordinare, studi interpretativi dell’ambiente naturale.

Le funzioni proprie di questa professione possono essere così riassunte:

1.        definizione e classificazione degli ecosistemi sia naturali che antropizzati, anche ai fini gestionali e di valorizzazione del patrimonio ambientale, attraverso studi, analisi computerizzate, elaborati cartografici e modelli grafico-statistici, riguardanti caratteristiche e qualità salienti dei substrati e la valenza ecologica del popolamento animale e vegetale;

2.        studio e redazione di piani naturalistici d’assetto territoriale, con relativa definizione di zone di interesse ambientale;

3.        progettazioni di parchi, riserve ed oasi naturali con scopi scientifici, ecologici ed eventualmente didattico-turistico-ricreativo, predisponendo interventi diversi di tutela, fruizione e valorizzazione di beni ambientali, tra cui piani di ripopolamento e reintroduzione floro-faunistica, oltre a servizi di consulenza didattica ed aziendale;

4.        organizzazione e direzione di attività museali ed espositive, concernenti il campo delle scienze naturali;

5.        consulenza in iniziative editoriali pubblicistiche e legislative per la pianificazione naturalistica e la difesa e la valorizzazione di beni ambientali, naturali e culturali.

6.        interventi all’interno della gestione aziendale di aziende agricole, zootecniche e silvicolturali, consigliando tecniche  e materiali che garantiscano produttività, genuinità e tutela ambientale, e a questo scopo deve poter operare su due fronti, quello della ricerca e quello dell’applicazione estensiva;

 

PERCORSO FORMATIVO

n. modulo

Titolo

Durata

Ore teoria

Ore pratica

1

orientamento

30

30

 

2

                      inglese

60

30

30

3

la comunicazione

78

52

26

4